Vaccinazione anti-COVID 2026-2027

Illustrazione del virus SARS-CoV-2

Dal 21 ottobre puoi prenotare la vaccinazione anti-COVID con il vaccino aggiornato alla variante attuale, se rientri tra le persone fragili, gli operatori sanitari o le persone con più di 60 anni. Puoi farla in ambulatorio, prenotando dalla sezione Prenotazione online del sito (tipo di appuntamento «Vaccinazione»), oppure nei centri vaccinali delle Aziende Sanitarie, prenotando dal 14 ottobre sul portale regionale prenotavaccino.sanita.toscana.it.

Insieme alla vaccinazione anti-COVID ti verrà offerta anche quella antinfluenzale.

Il vaccino 2026-2027

  • La campagna nazionale 2026/27 di vaccinazione autunnale e invernale usa vaccini adattati alla variante XFG.
  • Una dose di richiamo del vaccino aggiornato è offerta gratuitamente alle categorie indicate qui sotto (allegato 2 della circolare). Il richiamo è annuale.
  • Aver avuto un’infezione da SARS-CoV-2, anche recente, dopo l’ultimo richiamo non è una controindicazione alla vaccinazione.
  • I nuovi vaccini si possono fare insieme ad altri vaccini, in particolare quello antinfluenzale, salvo specifiche indicazioni d’uso o valutazioni cliniche.

In un secondo momento, come negli anni scorsi e in base alle dosi disponibili, la vaccinazione potrà essere offerta anche a chi non rientra nelle categorie per cui è raccomandata.

A chi è raccomandata

Chiunque può farla gratuitamente, ma la vaccinazione anti-COVID-19 è raccomandata a:

  • persone di 60 anni e più;
  • ospiti delle strutture per lungodegenti;
  • donne in qualsiasi trimestre della gravidanza o nel periodo dopo il parto (post-partum), comprese le donne che allattano;
  • operatori sanitari e sociosanitari addetti all’assistenza negli ospedali, sul territorio e nelle strutture di lungodegenza; studenti di medicina e delle professioni sanitarie che fanno tirocinio in strutture assistenziali, e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione;
  • persone dai 6 mesi ai 59 anni compresi con elevata fragilità, perché hanno malattie o condizioni che aumentano il rischio di COVID-19 grave (elenco qui sotto).

Malattie e condizioni che aumentano il rischio di COVID-19 grave:

  • malattie croniche dell’apparato respiratorio, compresi asma grave, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica, broncopatia cronica ostruttiva (BPCO), fibrosi polmonare idiopatica, ipertensione polmonare, embolia polmonare e malattie respiratorie che richiedono ossigenoterapia;
  • malattie dell’apparato cardiocircolatorio (esclusa l’ipertensione arteriosa isolata), comprese le cardiopatie congenite e acquisite, le malattie coronariche, lo scompenso cardiaco e i pazienti dopo uno shock cardiogeno;
  • malattie cerebrovascolari;
  • diabete e altre endocrinopatie gravi, come diabete di tipo 1 e di tipo 2, morbo di Addison, panipopituitarismo;
  • malattie neurologiche, come sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del motoneurone, sclerosi multipla, distrofia muscolare, paralisi cerebrali infantili, miastenia gravis, altre malattie neuromuscolari, patologie neurologiche disimmuni e malattie neurodegenerative;
  • obesità (BMI superiore a 30);
  • dialisi o insufficienza renale cronica;
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie, come talassemia major, anemia a cellule falciformi e altre anemie croniche gravi;
  • patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi o mielosoppressivi, in attesa di trattamento o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure;
  • trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;
  • trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro 2 anni dal trapianto, o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica);
  • attesa di trapianto d’organo;
  • terapie con cellule T che esprimono un recettore chimerico antigenico (cellule CAR-T);
  • immunodeficienze primitive (ad esempio sindrome di DiGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile);
  • immunodeficienze secondarie a trattamenti farmacologici (ad esempio terapia corticosteroidea ad alto dosaggio, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con un impatto rilevante sul sistema immunitario);
  • asplenia anatomica o funzionale, precedente splenectomia o indicazione a una splenectomia programmata;
  • infezione da HIV con sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), o con conta dei linfociti T CD4+ inferiore a 200 cellule/μl, o in base al giudizio clinico;
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali;
  • sindrome di Down;
  • cirrosi epatica o epatopatia cronica grave;
  • disabilità grave ai sensi della legge 104/1992, art. 3, comma 3.

L’elenco potrebbe non essere completo: il medico valuta caso per caso se c’è indicazione alla vaccinazione, tenendo conto del rapporto tra benefici e rischi.

La vaccinazione è consigliata anche a familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità.

All’inizio della campagna la vaccinazione, pur restando raccomandata a tutti i gruppi indicati e disponibile anche per chi non rientra in queste categorie, sarà data per prima alle persone di 80 anni e più, agli ospiti delle strutture per lungodegenti, alle persone con elevata fragilità (in particolare con una marcata compromissione del sistema immunitario) e agli operatori sanitari e sociosanitari.